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Almanacco storico

Almanacco Storico

 

I templari a Piacenza

I templari a Piacenza

La caduta e il processo
§ Parte 2

Nel corso dei suoi due secoli di esistenza, l’Ordine del Tempio travalicò le originarie finalità etiche e cavalleresche per le quali era stato fondato, assecondando sempre più una vocazione temporale ed economica che lo portò a diventare il più grande sistema bancario d’Europa, fondato sulla disponibilità di un ricchissimo patrimonio immobiliare e monetario.

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I templari a Piacenza

I templari a Piacenza

§ Parte 1

«Il canonico Campi descrive la meravigliosa costanza del Gran Maestro di essi Templari ( Jacques de Molay), il quale abbruciato vivo inParigi con altri Cavalieri dell’Ordin suo, non cessò fino all’ultimo di protestare davanti a Dio, ed agli uomini, che morivano innocenti...»

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I tempi bui della morte nera

I tempi bui della morte nera

Il colera e l'antico cimitero di Cantarana
§ Parte 4

Se la Peste trecentesca e manzoniana possono sembrare ormai due memorie antiche, sfocate nei secoli, ben più vicino e concreto risulta invece il ricordo del Colera, l’ultima, grande emergenza sanitaria che colpì la nostra città nel 1836, 1854 e 1867

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I tempi bui della morte nera

I tempi bui della morte nera

Il lazzaretto di San Lorenzo e il cimitero
di Sant'Ambrogio
§ Parte 3

A quasi trecento anni dalla Grande Peste medievale, una nuova epidemia si presentò con notevole virulenza nel 1630,colpendo con particolare intensità tutto il Nord Italia ivi compresa la città di Piacenza.

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I tempi bui della morte nera

I tempi bui della morte nera

Roggerino Caccia, San Rocco e gli appestati della chiesa di Sant'Anna
§ Parte 2

Gabriele de Mussi afferma che la Peste si era già diffusa in Crimea e in Medio-oriente, e che fu portata in Europa attraverso le navi della Repubblica di Genova, che in quelle contrade manteneva appunto il controllo di porti e basi commerciali. In particolare, il Mussi afferma che il contagio si estese nel Piacentino in seguito alla fuga di un cittadino genovese.

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I tempi bui della morte nera

I tempi bui della morte nera

Quando in città infuriava la peste
§ Parte 1

«L’anno del Signore 1346 nelle parti orientali perirono di malattia non mai udita e morte improvvisa un’infinità di Tartari e di Saraceni.(...) Le pestilenze e le morti studino tutti di far note coi loro scritti. Io poi perché piacentino, mi sono persuaso di scrivere maggiormente dei Piacentini,affinché quel che accadde inPiacenza nel 1348 sia noto a tutti».

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La cucina piacentina nel medioevo

La cucina piacentina nel medioevo


Trascorsi i secoli bui delle invasioni barbariche, durante il governo dei vescovi-conti (sec.XI) Piacenza conobbe una decisa rinascita economica, civile e demografica, che portò l’organismo urbano a travalicare le vecchie mura romane, estendendosi con nuovi borghi lungo le principali vie di transito.

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Guglielmo I re dei normanni  invade l'Inghilterra

Guglielmo I re dei normanni invade l'Inghilterra

28 settembre 1066

La vicenda di Guglielmo I, primo re normanno d’Inghilterra e Duca di Normandia, risale all'incirca all'anno 1000. Ad essa è fortemente legata la storia della monarchia in Inghilterra, che come è noto è per gli inglesi un elemento irrinunciabile della loro cultura. Figlio illegittimo di Roberto, duca di Normandia, Guglielmo nacque a Falaise (Normandia). Pur essendo di origine scandinava Guglielmo e la sua dinastia si integrarono completamente nella società francese dell’epoca. Chiamato in modo dispregiativo dai suoi contemporanei "il bastardo", dimostrò con i suoi successi politici e militari di essere un predestinato, un grande uomo del suo tempo.

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La Battaglia di Hastings: Guglielmo il Conquistatore

La Battaglia di Hastings: Guglielmo il Conquistatore

14 ottobre 1066

Quando Guglielmo sbarcò sul suolo inglese l'esercito sassone mosse immediatamente contro l'invasore. La fanteria sassone prese posizione sulla Senlac Hill, una bassa collina circa 10 km a nord di Hastings che dominava la pianura antistante il punto di sbarco dell'esercito normanno.
Aroldo sapeva di non poter competere contro la cavalleria normanna e così posizionò i suoi uomini in una solida formazione, ripiegata sulle ali, in cima alla collina. In questo modo, i suoi uomini, abituati al corpo a corpo e difesi da un insuperabile muro di scudi, avrebbero facilmente avuto la meglio sulle truppe normanne.

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